Gratis · Open source · La memoria che l'AI si legge da sola
E se l'AI sapesse già
a che punto sei?
Una cartella gratuita che incolli al tuo assistente. Da lì in poi sa chi sei, su cosa stai lavorando e cosa avevate deciso ieri, senza che tu rispieghi niente. Apri una chat nuova e riparte da dove eravate.
Gratis. Niente email, niente account. Per disinstallare cancelli una cartella.
L'AI oggi
nessun contesto
Con Virgilio
stesso modello
Progetti d'esempio, risposte scritte e non registrate. Le fonti citate sono file di testo nella tua cartella: niente software, niente account. Tocca una domanda per vederla.
Hai già un'AI che ragiona bene. Il contesto ce lo metti ancora tu.
Apri una chat. Non sa chi sei, su cosa stai lavorando, cosa avevate deciso ieri. Glielo rispieghi tutto. Domani ricomincia.
Più progetti porti avanti insieme, più costa: tempo, token, e decisioni che si perdono perché sono rimaste dentro una conversazione chiusa.
La prova sta in uno screenshot.
Chat nuova, giorni dopo, in una conversazione che non sa niente di quelle prima. Non le ho raccontato nulla: ha letto.

Guardalo girare, dal vivo.
Apro una chat vuota e gli chiedo cosa vale la pena fare. Risponde leggendo, non indovinando.
Si installa con un prompt. Letteralmente.
Crea una cartella vuota, dove vuoi sul computer.
Puntaci il tuo assistente: in Claude Code o Cowork, selezionala come cartella di lavoro.
Incolla questo e invia:
Scarica lo zip di https://github.com/Lucas-Grilli/Virgilio_AI (branch main) ed estrai il contenuto direttamente in questa cartella. Poi cancella lo zip scaricato. Infine apri CLAUDE.md, leggi la sezione "Prima azione di ogni sessione" e seguila.
Il sistema si accorge di essere vuoto, ti fa 3+1 domande e da lì lavora con te. Tre minuti, cronometrati.

Tutto qui. Lavori in inglese? C'è la stessa cartella in inglese.
Perché regge anche quando la cartella cresce.
Il difficile in un archivio non è leggere: è non rileggere tutto ogni volta. Il file delle regole non contiene mai lo stato, solo la mappa per raggiungerlo. Una richiesta passa dalla mappa a un indice a un file, e il resto della cartella resta chiuso, anche a centinaia di file.
Regole, indice, file: un solo percorso letto per richiesta.
Sette procedure che esegue, non che leggi.
Le tre cose che stai pensando.
«Ho già Notion, o Obsidian.»
Quelli li rileggi tu, ed è per questo che dopo tre settimane smetti. Qui il lettore è l'assistente: apre la cartella da solo, prima di risponderti.
«L'AI ha già la sua memoria.»
Decide lei cosa tenere e tu non lo vedi, e resta dentro il prodotto. Qui i file sono tuoi, li apri con un editor qualsiasi e restano tuoi anche se cambi assistente.
«Diventerà un secondo lavoro.»
La parte noiosa (tenere gli indici, sapere dove sta cosa) è esattamente quella che fa lui. Se ti tocca fare il bibliotecario a mano, il sistema ha fallito.
Per chi è
Non è per chi ha un progetto solo e lo tiene tutto in testa: quello il contesto ce l'ha già.
Cosa non fa
Non è una demo. È la cartella in cui lavoro.
Quello che scarichi è lo scheletro del sistema con cui mando avanti il mio lavoro ogni giorno: stesse regole, stesse procedure, senza i miei contenuti dentro.
Il mio archivio oggi conta 553 file e oltre 465.000 parole scritte. Una sessione normale ne legge una frazione minima, perché c'è una mappa che dice dove guardare prima di iniziare a guardare. È l'unica differenza che conta tra un archivio che accelera il lavoro e uno che lo rallenta.
Ogni correzione che gli faccio finisce nel sistema, e da lì nella versione che scarichi tu. Per questo è alla versione 1.4 e non alla 1.0.
Provalo, e dimmi dove si inceppa.
Male che vada hai perso tre minuti, non dei soldi.